Ascoltare il crepitare continuo delle onde che si infrangono sugli scogli, fragili. Solitudine. Vedere quella spuma bianca, candida, crearsi sul bagnasciuga e svanire come i sogni di un sedicenne, friabili, evanescenti. Solitudine. Prendere le conchiglie e portarle alle orecchio per ascoltare i segreti del mare e le sue storie. Solitudine. Chiudere gli occhi e bagnarsi mani, piedi, faccia capelli. Coprirsi di sabbia e salsedine e gridare alla vita. Solitudine. Respirare la brezza frizzante di novembre e fare entrare nei polmoni tutta la purezza del mare. Solitudine. Farsi scompigliare i capelli, fino a farli riempire di nodi. Solitudine. Abbandonare l’ordine dell’ordinaria quotidianità e lasciarsi trasportare dai movimenti virtuosi delle onde, vive, morbide, disordinate. Solitudine. Spalancare gli occhi e vedere sopra di sé un cielo terso che si fonde all’orizzonte con il mare. Solitudine. Contemplare il blu infinito della distesa d’acqua. Solitudine.E sentirsi liberi dalle regole del mondo. Libertà.
Theme: Linear by Peter Vidani